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Ipertrofia Prostatica Benigna RomaL’ipertrofia prostatica benigna: conoscerla è il primo passo nel cammino della prevenzione

La prostata è una ghiandola accessoria del sistema riproduttivo maschile che secerne un liquido chiaro che, unendosi allo sperma, lo mantiene vitale. È localizzata sotto la vescica e circonda l’uretra, cioè il condotto che porta all’esterno le urine dalla vescica. Allo stato normale la prostata nell’adulto ha la forma di una castagna, con una lunghezza di 3 cm, una larghezza di 4 cm, uno spessore di 25 mm e un peso medio di 20 gr. Le dimensioni però variano secondo l’età e secondo i soggetti. Dopo i 50 anni la parte centrale della prostata tende a crescere dislocando all’esterno la ghiandola vera e propria. Questa parte, chiamata adenoma prostatico, fa raggiungere alla prostata dimensioni fino a due-tre volte quelle normali. Non è noto perché questo accada, ma si pensa che ciò sia dovuto alle variazioni ormonali che sopraggiungono con l’età.

Che cosa succede quando cresce l’adenoma?

L’adenoma crescendo va a restringere l’uretra rendendo difficoltosa l’uscita dell’urina. La vescica di conseguenza è costretta a lavorare di più per superare l’ostacolo rappresentato dall’adenoma. Con il tempo essa si sfianca, diventa meno efficiente e si possono formare dei diverticoli (ernie vescicali). Può anche non espellere all’esterno tutto il suo contenuto: rimane, cioè, un residuo di urina al termine della minzione; questo può essere causa di possibili infezioni vescicali e di calcolosi vescicale.

nella quinta e nella nona decade di vita le alterazioni patologiche della malattia sono riscontrabili rispettivamente nel 50% e nel 90% degli uomini

la IPB ha un’eziologia multifattoriale, ma due requisiti fondamentali: la presenza dei testicoli, e l’invecchiamento

Sintomi legati all’adenoma prostatico

Inizialmente i sintomi sono piuttosto sfumati in quanto il muscolo vescicale, per un certo tempo, è in grado di compensare l’aumentata resistenza al flusso urinario. Successivamente questo diventa inefficiente e progressivamente si possono manifestare uno o più di questi sintomi:

diminuzione del calibro e del getto urinario

esitazione nell’iniziare la minzione

bisogno urgente di urinare con la perdita involontaria di qualche goccia di urina (ISCURIA PARADOSSA)

bisogno di urinare più spesso specialmente la notte

minzione in più tempi

sensazione di incompleto svuotamento della vescica

incapacità completa di urinare (ritenzione)

il lobo mediano protrude all’interno della base della vescica

l’uretra prostatica si restringe

la parete della vescica evidenzia trabecolazioni (vescica sotto sforzo) e ispessimento

Incidenza dell’ipertrofia prostatica: benché l’ipertrofia prostatica sia una malattia che interessa principalmente gli uomini oltre i 50 anni, qualche volta colpisce i soggetti più giovani.

Malattie legate alla prostata: la prostatite

L’infezione alla ghiandola prostatica viene definita come prostatite. Si presenta con sintomi quali senso di peso perineale, dolenzia sovra-pubica e testicolare. Si diagnostica con l’esame obiettivo e l’anamnesi, l’ecografia prostato-vescicolare trans-rettale, e gli esami di laboratorio per la ricerca dei microrganismi nel liquido seminale, nel secreto prostatico e nelle urine. Può essere associata ad una ipertrofia adenomatosa e aggravare l’ostruzione urinaria per il rigonfiamento infiammatorio che ne deriva.

Malattie legate alla prostata: il carcinoma

È un tumore maligno della prostata. Si sviluppa, in genere, nelle porzioni più periferiche della ghiandola prostatica (lobo posteriore) e si apprezza, mediante una semplice esplorazione rettale, come un’area di consistenza aumentata che verrà sottoposta a biopsia. È una malattia completamente indipendente dall’adenoma prostatico e può svilupparsi anche nei soggetti sottoposti ad intervento di Adenomectomia sia per via trans-uretrale sia trans-vescicale. Colpisce l’uomo con una frequenza crescente con l’età raggiungendo anche il 70% al di sopra dei 70 anni. Un’esplorazione rettale annuale nei soggetti adulti oltre i 50 anni permette di evidenziare la malattia nelle fasi iniziali laddove è ancora curabile.

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