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CONDILOMI GENITALI- UN VECCHIO PROBLEMA SEMPRE ATTUALECONDILOMI GENITALI: UN VECCHIO PROBLEMA SEMPRE ATTUALE

Il condiloma acuminato è una malattia altamente contagiosa a trasmissione sessuale causata da alcuni sottotipi di Papillomavirus umano (HPV). Si sviluppa attraverso il contatto diretto cute-cute durante i rapporti sessuali I tipi 6 e 11 di HPV sono responsabili del 90% dei casi di condilomi genitali.

E’ importante sottolineare che i vari tipi di HPV che causano la stragrande maggioranza dei condilomi genitali non sono gli stessi che possono aumentare il rischio di cancro genitale o anale.

Le verruche genitali spesso compaiono a grappoli e possono essere molto piccole o possono diffondersi in grandi masse nella regione genitale o sul pene. In altri casi appaiono come steli di piccole dimensioni. Le particelle virali sono in grado di penetrare attraverso la pelle e le mucose tramite abrasioni microscopiche nella zona genitale, che si verificano durante l’attività sessuale. Una volta che le cellule sono invase da HPV, può verificarsi un periodo di latenza (silente) di mesi o anni, totalmente asintomatico. HPV permane nell’organismo per diversi anni senza dare alcun segno di sé. L’HPV rimane attivo anche dopo anni dal contatto sessuale con un partner infetto. La maggior parte delle persone che sono state contagiate non sanno di esserlo e nemmeno di trasmettere il virus al proprio partner. È inoltre possibile essere contagiati da diversi tipi di HPV.Se un soggetto ha rapporti sessuali non protetti con un partner infetto, c’è una probabilità del 70% che ne venga infettato. Il sistema immunitario cerca di eliminare il virus attivando il sistema delle interleuchine, che reclutano nel processo gli interferoni, i quali rallentano ed inibiscono la replicazione virale.

 Non esiste una cura specifica per HPV. Esistono invece metodi per curare le verruche visibili, che vengono trattate per ridurre l’infettività del paziente.

Le verruche a volte possono essere identificate perché si mostrano con un aspetto biancastro che fa seguito all’applicazione di acido acetico.

 Le infezioni da HPV genitale hanno una prevalenza stimata del 10-20%. Le manifestazioni cliniche si verificano in circa l’1% della popolazione adulti.

Le analisi per il papilloma virus attualmente in commercio sono usate soltanto per lo screening del tumore del collo dell’utero, non esiste infatti alcun test, valido per entrambi i sessi ed in grado di fornire una risposta di “positività” o “negatività” all’HPV, e nemmeno esiste un esame in grado di individuare il virus sui genitali, nella bocca o nella gola.

Le verruche genitali visibili possono essere rimosse dal medico oppure direttamente dal paziente, con farmaci appositi.

Il tumore al collo dell’utero ha maggiori probabilità di guarigione se diagnosticato precocemente. Le donne che si sottopongono regolarmente al Pap test e, se necessario, agli esami di follow-up, possono identificare i problemi prima che il tumore si sviluppi. Prevenire è sempre meglio che curare

Anche gli altri tipi di tumori connessi al papillomavirus hanno maggiori probabilità di guarigione se li si diagnostica precocemente e se li si cura subito con terapie adeguate.

Il rischio di contagio può essere ridotto in diversi modi:

I vaccini proteggono sia l’uomo che la donna da alcuni dei tipi più comuni di papilloma virus. Vengono somministrati in tre dosi ed è importante riceverle tutte per essere protetti al meglio; sono più efficaci se ricevuti prima di iniziare ad avere rapporti, cioè prima della possibile esposizione al virus.

 PER LEI

Sono in commercio due vaccini (Cervarix® e Gardasil®) che proteggono le donne da quelle forme di HPV che causano la maggior parte dei casi di tumore al collo dell’utero. Uno di essi, il Gardasil®, è in grado di prevenire anche la maggior parte dei tipi di verruche genitali. Entrambi i vaccini sono consigliati per le ragazze, nell’undicesimo e dodicesimo anno di età, e per le donne dai 13 ai 26 anni che non si sono fatte vaccinare in precedenza o che non sono state completamente immunizzate. Questi vaccini possono anche essere somministrati alle bambine, addirittura a partire dai nove anni. Si consiglia di farsi vaccinare, se possibile, sempre con la stessa marca di vaccino.

 PER LUI

Il vaccino in commercio, il Gardasil®, protegge gli uomini dalla maggior parte dei tipi di verruche genitali e può essere somministrato dai 9 ai 26 anni d’età.

 USARE IL PRESERVATIVO

Per chi è sessualmente attivo, il preservativo può diminuire il rischio di contagio. Per una maggior efficacia si consiglia di indossarlo in tutti i rapporti e per l’intera durata del rapporto. Il papillomavirus, però, può contagiare le zone non coperte dal preservativo; proprio per questo, quindi, non si può parlare di protezione totale.

 LA PENISCOPIA

La peniscopia (definita anche balanoscopia, episcopia, genitoscopia) con applicazione di acido acetico al 5% rappresenta il test principale per la diagnosi dell’infezione da HPV nel maschio.

L’esame si compone di tre fasi:

Osservazione diretta della cute del pene, del glande, del prepuzio, del solco balano-prepuziale, del meato uretrale e della parte visibile dell’uretra distale, dello scroto, della regione crurale e dell’area perianale.

Applicazione sui genitali di compresse di garza imbevute di ac.acetico al 5% per 5 minuti.

Osservazione con il colposcopio ad ingrandimento variabile

La peniscopia consente una migliore definizione diagnostica in quanto individua le formazioni esofitiche di piccole dimensioni che sfuggono all’osservazione ad occhio nudo e rivela inoltre le formazioni acidofile, subcliniche, non visibili ad occhio nudo che possono essere associate alle forme floride o presentarsi isolatamente e costituire pertanto l’unica manifestazione dell’infezione. Le lesioni virali in peniscopia possono presentarsi come:

Lesioni floride, esofitiche, multifocali e polimorfe che possono localizzarsi in corrispondenza della cute e delle mucose e dell’uretra distale

Lesioni papulari, rilevate, pigmentate o rosate con sovraimpressione di immagini di puntato vascolare

Lesioni maculari, che si presentano in forma di aree acetobianche non rilevate o appena rilevate sulla superficie cutanea o mucosa, talvolta con ombelicatura centrale, isolate o confluenti , con immagini di puntato vascolare.

L’aspetto maculare non è specifico di infezione da HPV. Le lesioni acuminate sono associate ad HPV 6/11 a basso rischio. In oltre il 10 % dei casi di forme floride acuminate è stato individuato comunque l’HPV 16 e questo spiega come donne con condilomatosi vulvare , partners di uomini affetti da condilomatosi acuminata, sono a rischio aumentato per la CIN. Le lesioni papulari, pigmentate o non pigmentate, rilevate, di diametro compreso fra 3-5 mm ad oltre 10 mm, presentano il caratteristico aspetto della papulosi ed il riscontro istologico può variare dalla semplice infezione virale a forme più severe quali displasia severa/ca in situ.

Nel 90 % delle biopsie è stato estratto l’HPV 16, ma il potenziale maligno per l’uomo è comunque basso. Nonostante ciò il maschio con lesioni papulari costituisce un’importante riserva di HPV ad alto rischio. Il viraggio acetobianco dopo applicazione di ac. acetico è piuttosto aspecifico per cui si impone quindi una diagnosi differenziale con altre patologie.

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