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Ecografia RomaPiccola storia di una metodica che ha rivoluzionato negli anni la Medicina

ECOGRAFIE ECOGRAFIE ECOGRAFIE…è ancora ecografie…forse tra gli esami diagnostici più richiesti e prescritti.

Oggi le ecografie vengono eseguite negli studi medici e anche direttamente a domicilio dei pazienti anziani o allettati o che hanno difficoltà di deambulazione, grazie ad apparecchiature ecografiche portatili di grandissimo livello, multidisciplinari sempre più perfezionate.

Oggi è davvero possibile eseguire anche una ecografia transrettale direttamente a casa del paziente. Anzi, si stanno formando professionisti direttamente sulla” bedside echography” in cui l’ecografo diventa elemento diagnostico al pari di un fonendoscopio al collo del Medico in corsia. Dubbi clinici vengono risolti rapidamente semplicemente appoggiando la sonda ecografica sul corpo del paziente…direttamente a letto del paziente. Esistono a tale fine anche ecografi grandi quanto uno smartphone di facile utilizzo.

Ma da dove nasce e come funziona l’ecografia? Facciamo un passo indietro…

L’ecografia si basa su un semplice fenomeno fisico: i cristalli di quarzo attraversati da una corrente elettrica generano delle onde sonore che, però, non sono udite dall’orecchio umano e perciò sono chiamate ultrasuoni.

Questo fatto accade nel trasduttore che è quel dispositivo che il medico tiene in mano e appoggia sul corpo del paziente, mentre esegue l’esame.

Il trasduttore , chiamato anche sonda, ha varie forme ed è collegato alla macchina con un cavo e trasforma l’energia meccanica degli echi in impulsi che vengono digitalizzati da un computer, vera anima dell’apparecchio ecografico che ricostruisce l’immagine grazie all’ausilio di particolari software.

Nella seconda metà degli anni Settanta, l’ecografia ha cominciato ad essere utilizzata nella pratica medica quotidiana,conquistando un grande successo tra operatori sanitari e pazienti. I medici hanno avuto, per la prima volta, la possibilità di vedere l’interno del corpo umano utilizzando uno strumento versatile, di facile impiego, privo di rischi e poco costoso.

L’ecografia non è dolorosa, non si serve di radiazioni e non richiede, di regola, una lunga o fastidiosa preparazione. Ha rivoluzionato la ginecologia, l’ostetricia e la pediatria prima di tutto.

L’ecografia è uno strumento utile per osservare organi prima visualizzabili solo al tavolo operatorio, diagnosticare molte malattie e seguire nel tempo l’evoluzione di un’affezione. Consente, inoltre, di eseguire in tutta sicurezza esami clinici più complessi come biopsie e veri e propri interventi chirurgici.

Introducendo un ago, per esempio, all’interno di un organo, è possibile con l’ecografia vederlo “real time”, mentre viene spostato e perciò si può collocarne la punta esattamente nel punto desiderato.

Con questo metodo si è in grado di eseguire prelievi, non solo di cellule, ma anche di parti di tessuto intere in vari organi come mammella, tiroide, rene, linfonodi, prostata, fegato e altri ancora. Il materiale, così prelevato, sarà poi esaminato al microscopio per capire la reale natura della lesione.

È inoltre possibile, con l’aiuto dell’ecografia, mettere piccole protesi, drenaggi ed altri dispositivi, in profondità, per risolvere situazioni che, sino a pochi anni or sono, avrebbero richiesto un intervento chirurgico.

Accanto a questi pregi indiscutibili, tuttavia, l’ecografia presenta aspetti che ne suggeriscono un utilizzo prudente e accorto. L’ecografia è più di altri esami legata all’esperienza dell’operatore. Lo possiamo considerare un esame di prima linea anche se talvolta è richiesto a completamento di esami molto più sofisticati. Un calcolo renale ad esempio può non vedersi ad un esame radiologico in quanto talora radiotrasparente e magari invece essere visibile ecograficamente.

Un altro difetto dell’ecografia consiste nel fatto che quest’esame permette di vedere molti dettagli, anche troppi. Può sembrare un paradosso, ma l’ecografia mostra talora immagini che sono in relazione ad alterazioni prive d’importanza o che sono addirittura dei veri “bug” delle macchine, degli artefatti.

Cosa si può fare a livello diagnostico con l’ecografia? Facciamo un paio di esempi che sicuramente serviranno a capire meglio le vere potenzialità della metodica…

L’ecografia addominale

L’ecografia addominale è una tecnica diagnostica per immagini, che indaga la morfologia e lo stato di salute degli organi addominali attraverso l’impiego di ultrasuoni. In particolare, l’ecografia dell’addome superiore esamina il fegato, la colecisti e le vie biliari, il pancreas, la milza, i reni ed i surreni, nonché le principali strutture vascolari ed i linfonodi della regione. Con l’ecografia addominale inferiore è invece possibile valutare l’anatomia e la funzionalità vascolare di vescica, prostata, utero ed annessi.

L’ecografia addominale è un esame non invasivo e ben tollerato, di elevata accuratezza diagnostica e di basso costo. Per tali ragioni rappresenta la prima modalità di screening per lo studio dell’addome.

Le condizioni di salute che inducono un medico a prescrivere l’esecuzione di un’ecografia addominale sono varie e numerose. Ad esempio, le più comuni indicazioni operative sono legate al rilevamento di sintomi sospetti o di alterazioni degli indici ematochimici riconducibili alla funzionalità e allo stato di salute degli organi indagabili mediante ecografia addominale ( fegato, reni, pancreas, aorta addominale, vescica, utero, annessi, prostata (seppure solo parzialmente.

L’ecografia prostatica transrettale

La prostata non può essere studiata completamente con le sole scansioni addominali.

L’ecografia prostatica transrettale è un esame diagnostico finalizzato alla visione indiretta di questa ghiandola, che arricchisce il liquido seminale di importanti componenti. A tale scopo viene impiegata una sonda inserita nel retto del paziente previa adeguata lubrificazione; durante un’ecografia prostatica il medico può indagare le dimensioni e la morfologia della ghiandola, ricercando lesioni o formazioni anomale. All’occorrenza, inoltre, previa adeguata anestesia della zona circostante, ha la possibilità di prelevare piccoli campioni di tessuto prostatico da esaminare in laboratorio. Questa procedura, denominata biopsia prostatica, è fondamentale per porre diagnosi di tumore in presenza di valori alterati di PSA (antigene prostatico specifico) e/o sospetto di formazioni anomale dopo esplorazione rettale digitale.

L’ecografia transrettale della prostata permette quindi di:

  • valutare le dimensioni e la morfologia della ghiandola;
  • indagare le cause responsabili di elevati livelli di PSA o di anomalie all’esplorazione rettale.
  • porre diagnosi precoce di tumore alla prostata grazie al successivo esame microscopico dei campioni prelevati tramite biopsia (l’ecografia della prostata, da sola, non è considerata una tecnica attendibile per porre diagnosi di carcinoma prostatico e deve necessariamente essere affiancata dalla biopsia se presenti condizioni cliniche di sospetto); una diagnosi precoce, a sua volta, si traduce molto spesso in un migliore e più efficace intervento terapeutico;
  • valutare lo stato di salute della prostata come “test di screening” dai 50 anni in poi;
  • valutare lo stato di salute della prostata in presenza di sintomi o disturbi sospetti, come difficoltà ad urinare, diminuzione del calibro e del getto urinario, minzione frequente, infertilità;
  • monitorare il grado di efficacia della terapia medica intrapresa per risolvere eventuali problemi della prostata.
  • Sotto guida ecografica vengono eseguite anche alcune terapie contro il carcinoma prostatico, come la crioterapia e la brachiterapia.

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